giovedì 10 dicembre 2009

L'arrivo del picco: previsioni o visioni?

Svezia - grafico della curva epidemica nella settimana 36 (dal 31/8 al 6/09).












Il 10 settembre si poteva leggere nei "Stockholm News"





Traduzione:

Il picco dell'influenza è atteso fra due settimane

Si pensa che in Svezia l'influenza A(H1N1), anche chiamata influenza suina, raggiunga il picco fra ca. due settimane. L'istituto Svedese per il Controllo delle Malattie Infettive aveva studiato la curva epidemiologica della Nuova Zelanda, perché questo paese somiglia alla Svezia per quanto riguarda la densità di popolazione, dove l'11% della popolazione è stata infettata. "Questo è molto meno delle nostre iniziali stime" dice Annika Linde, epidemiologa, ma aggiunge che ci potrebbe essere una seconda ondata nella primavera.

Ora siamo naturalmente tutti curiosi se il picco era veramente arrivato due settimane dopo, come previsto dall'epidemiologa, cioè nella settimana 39.

Ecco l'andamento dell'ondata fino ad oggi. La freccia indica quando il picco era previsto. Non perdete d'occhio l'andamento delle curve che si riferiscono alle stagioni precedenti che all'inizio sono dominanti nel grafico ma non per molto...

settimana 37:


 settimana 38:



settimana 39

 

settimana 40



settimana 41

 

settimana 42





settimana 43



settimana 44




settimana 45


settimana 46



settimana 47


settimana 48



Per avere un quadro ancora migliore della situazione ecco il grafico che riporta il numero dei casi nelle varie regioni della Svezia.




In Italia siamo ora nella situazione in cui alcuni dicono che abbiamo raggiunto/superato il picco. Ecco il grafico della situazione attuale:




Se penso però all'andamento della curva epidemica della Svezia non me la sentirei di dire che siamo arrivati al picco, anche considerando che abbiamo ancora l'inverno davanti a noi.

Purtroppo non sono disponibili grafici che rappresentano la distribuzione su tutto il territorio, che sarebbe molto utile.





3 commenti:

  1. Ciao, la scorsa settimana le regioni in controtendenza erano la Sardegna e il Friuli V.G. Ho provato a fare un grafico dell'incidenza per regione ma ne è venuto un groviglio di spaghetti. C'è anche da considerare che i totali dipendono dalla composizione per fasce di età del campione, che non è omogeneo tra le regioni.

    Giusto per farsi un'idea, ho preso i dati della fascia 5-14 (probabilmente quella "sorvegliata" meglio da InfluNet assieme a quella 0-4) per alcune regioni dove c'è una attività elevata, e li ho messi in un grafico assieme ai dati complessivi per l'Italia (per la stessa fascia, ovviamente). Ne è venuto fuori questo:

    http://tinyurl.com/y9ab5hd

    La scala è in casi per mille. Un'avvertenza: i dati sono quelli diffusi settimana per settimana nel rapporto InfluNet regionale e quindi sono sicuramente non definitivi.

    Mi sembra importante cercare di tracciare l'andamento nelle regioni, se non altro per evitare sorprese. Io sto tenendo aggiornato un foglio elettronico con i dati che InfluNet pubblica ogni settimana. Si può scaricare e manipolare a piacere usando excel, openoffice e simili:

    http://tinyurl.com/yg9sunn

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  2. In tutta sincerità spero si vada verso la conclusione della pandemia. In ogni caso, la tua analisi è una concreta dimostrazione che trarre conclusioni adesso, magari stravolgendo su internet o sui giornali i dati di uno studio che non si è neanche letto, è prematuro e irresponsabile.

    Giusto ieri l'Institute of Medicine statunitense ha auspicato una strategia nazionale mirata alla ricerca (sviluppo e sicurezza) e alla comunicazione per rafforzare la fiducia della popolazione.
    Da noi la vedo dura...

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  3. Si, è prematuro e irresponsabile. Visto che nessuno è in grado di sapere come si comporterà questa pandemia nel futuro è importante che i cittadini si fanno vaccinare, soprattutto il personale sanitario e quelli che hanno un rischio maggiore di complicanze. E' come la cintura di sicurezza. Se succede il peggio, ho una probabilità maggiore di non farmi male.

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