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domenica 5 dicembre 2010

Vaccinare le donne incinte contro l'influenza protegge anche i neonati

I bambini piccoli hanno un maggiore rischio di complicazioni se si ammalano di influenza, se confrontati con quelli  più grandi, però purtroppo nessun vaccino antinfluenzale è approvato per i lattanti di 0 - 6 mesi di età.

Anche le donne incinte nel secondo e terzo trimestre fanno parte delle persone a maggiore rischio di complicanze da influenza e a loro si raccomanda di farsi vaccinare dopo il terzo mese di gravidanza compiuto.

Perciò è importante scoprire se la donna che si fa vaccinare in gravidanza contro l'influenza protegge indirettamente anche il bambino, passandogli (attraverso la placenta prima del parto e con il latte materno dopo) gli anticorpi specifici contro i ceppi dei virus responsabili delle infezioni nei mesi successivi alla nascita del bambino. Anche senza il vaccino gli anticorpi materni verranno trasmessi al bambino nato a termine e circoleranno nel suo sangue per alcuni mesi. A questi si aggiungono gli anticorpi IgA secretori che riceve con il latte materno. Purtroppo i virus, soprattutto quelli dell'influenza A, mutano frequentemente, quindi questi anticorpi potrebbero non essere molto protettivi, perché sono diretti contro i ceppi delle stagioni precedenti.


Di recente sono state pubblicate due ricerche il cui scopo era esaminare se, vaccinando le donne incinte che partoriranno poco prima o durante la stagione influenzale, la protezione si estende anche al bambino.

Arch Pediatr Adolesc Med. 2010 Oct 5
Maternal Influenza Vaccination and Effect on Influenza Virus Infection in Young Infant
Eikk AA, Uyki TM, Klimov A, Hall H, Reid R, Santosham M, O'Brien KL

E' uno studio non randomizzato, osservazionale di coorte, prospettico  


domenica 28 novembre 2010

Puntata sui vaccini di "Tornando a casa" di Enrica Bonaccorti del 23 nov 2010

Martedì scorso ho sentito casualmente la trasmissione di Enrica Bonaccorti "Tornando a casa" su Radio Rai 1 che trattava in quella puntata il tema vaccini.
Naturalmente avevano tutta la mia attenzione ma non condivido tante delle cose dette. Ho dovuto constatare che il programma era basato su una preparazione piuttosto povera. L'impressione è che gli autori della trasmissione avessero preferito scegliere come ospite un medico che tendenzialmente parlasse in modo negativo dei vaccini. Altrimenti non si spiega perché non si sono consultati con un vero esperto di vaccini. 

Per spiegare meglio che cosa mi ha disturbato in concreto in questa puntata di "Torniamo a casa" (che ascolto di tanto in tanto con piacere) commenterò alcune delle cose scritte nella presentazione di questa puntata sulla pagina web della RAI e di quelle dette durante la puntata (cliccare sull'immagine per ingrandirla):



"I più noti sono i vaccini per i bambini, considerati obbligatori: per evitare alcune malattie, dal vaiolo alla rabbia, dal tetano alla poliomielite, dalla tubercolosi al morbillo, alla parotite, alla rosolia..."

Il vaiolo è stato completamente eradicato da 30 anni (l'ultimo caso risale al 1977), perciò da allora questo vaccino non è più in uso. Nemmeno il vaccino contro la rabbia o contro la tubercolosi fanno parte del calendario vaccinale per l'infanzia.