Nella prima e seconda parte di questo articolo abbiamo conosciuto i motivi per cui gli esperti internazionali - basandosi su solide evidenze scientifiche - hanno indicato 0,1 UI/ml come soglia che rappresenta il limite di separazione tra «positività» e «negatività» del test per il tasso di anticorpi contro il tetano, se eseguito con il test ELISA classico. Ho dimostrato che il valore critico proposto da Eugenio Serravalle e Roberto Gava, cioè 0,01 UI/ml per lo stesso tipo di test è pericoloso perché da' un falso senso di sicurezza facendo credere a un'immunità che in realtà non c'è.
Finora abbiamo visto le caratteristiche intrinseche del test ELISA classico e sappiamo quindi dell'esistenza dei falsi negativi e dei falsi positivi. Ma allora come fa un medico, con in mano un risultato dell'esame degli anticorpi contro il tetano, leggermente sotto o sopra la soglia di 0,1 UI/ml, a sapere se ha di fronte un falso negativo o un falso positivo?
Se dicessi che non gli resta altro che lanciare una moneta o addirittura un dado, si alzerebbe - giustamente - un coro di proteste.
Quando un medico interpreta il risultato del laboratorio, non gli serve né un moneta né un dado, né delegherà ai suoi pazienti (o ai loro genitori se sono minorenni) l'interpretazione, indicando semplicemente un'anonima soglia limite.
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domenica 28 luglio 2013
lunedì 24 giugno 2013
La favola dei bambini "naturalmente" protetti dal tetano - 2° parte
Nella prima parte di questo articolo ho spiegato il motivo principale per cui un tasso di anticorpi contro il tetano sotto 0,1 UI/ml (misurato con l'ELISA classico) non dovrebbe essere interpretato come protettivo, come purtroppo molti genitori contrari alle vaccinazioni fanno, perché l'hanno letto in qualche libro o sito che critica le vaccinazioni o sentito a una delle conferenze tenute da (sempre gli stessi) medici antivaccinisti.
Quando un qualsiasi medico di qualunque paese del mondo, prende in mano le analisi per il dosaggio degli anticorpi contro il tetano, fatte da un normale laboratorio con il test ELISA classico, e legge per esempio 0,02 UI/ml sa che molto probabilmente il paziente non è protetto dal tetano e consiglia vivamente di cominciare subito il ciclo primario che prevede 3 dosi più i successivi richiami per completare il ciclo vaccinale, seguendo le raccomandazioni internazionali. Questo è il procedimento corretto nel pieno rispetto delle leges artis. Ogni altra interpretazione sarebbe un grave errore medico che potrebbe mettere a rischio la salute o addirittura la vita del paziente. Con il tetano non si scherza davvero! Se poi il risultato si riferisce a un bambino mai vaccinato, non rimangono dubbi sul fatto che non è protetto.
Nella seconda parte di questo post conosceremo un altro motivo per la scelta di 0,1 UI/ml (nel test ELISA classico) come soglia che rappresenta il limite di separazione tra «positività» e «negatività» del test": i falsi positivi e i falsi negativi.
Quando un qualsiasi medico di qualunque paese del mondo, prende in mano le analisi per il dosaggio degli anticorpi contro il tetano, fatte da un normale laboratorio con il test ELISA classico, e legge per esempio 0,02 UI/ml sa che molto probabilmente il paziente non è protetto dal tetano e consiglia vivamente di cominciare subito il ciclo primario che prevede 3 dosi più i successivi richiami per completare il ciclo vaccinale, seguendo le raccomandazioni internazionali. Questo è il procedimento corretto nel pieno rispetto delle leges artis. Ogni altra interpretazione sarebbe un grave errore medico che potrebbe mettere a rischio la salute o addirittura la vita del paziente. Con il tetano non si scherza davvero! Se poi il risultato si riferisce a un bambino mai vaccinato, non rimangono dubbi sul fatto che non è protetto.
Nella seconda parte di questo post conosceremo un altro motivo per la scelta di 0,1 UI/ml (nel test ELISA classico) come soglia che rappresenta il limite di separazione tra «positività» e «negatività» del test": i falsi positivi e i falsi negativi.
venerdì 14 giugno 2013
La favola dei bambini "naturalmente" protetti dal tetano - 1°parte
C'era una volta...
Durante un incontro con i genitori, dal titolo "Vaccinazioni - tra luci e ombre", svoltosi nel febbraio 2008 a Modena, il dott. Eugenio Serravalle (pediatra e omeopata) ha detto:
"Una cosa brevemente sull'antitetanica però. Perché non è una malattia infettiva, quindi non ci si può contagiare così. Allora ci sono degli studi e io l'ho verificato su dei pazienti che hanno voluto fare questa cosa. Anche bambini mai vaccinati per il tetano hanno gli anticorpi per il tetano. A me è capitato di farlo su 20 pazienti che seguo e tutti e venti hanno gli anticorpi contro il tetano. Perché? Il tasso è protettivo. Bimbi di un anno. Allora come faccio a sapere che il vaccino è efficace e non è l'immunità naturale ad essere efficace contro la malattia?"A parte il fatto che il tetano è invece una malattia infettiva (non contagiosa), questa affermazione mi aveva molto incuriosita, perché non riuscivo a immaginare come sia possibile che abbiano trovato anticorpi a livello protettivo in bambini mai vaccinati contro il tetano. Sul treno di ritorno a casa riflettevo su questa cosa. Che fossero ancora delle piccolissime rimanenze di anticorpi materni? Possibilissimo - visto che si trattava di bambini di un anno - ma comunque non a livelli protettivi. Quale concentrazione di anticorpi era stata trovata? Quali tipi di test di laboratorio saranno stati usati?
martedì 22 gennaio 2013
I vaccini multipli sovraccaricano il sistema immunitario?
Un dubbio abbastanza diffuso fra i genitori è se l'attuale calendario vaccinale non sia troppo fitto e se il sistema immunitario di un bambino di pochi mesi non venga sovraccaricato da un sempre più alto numero di vaccini in una sola volta. Ma è veramente giustificata questa - comprensibile - paura?
Suddividerò il tema in vari post e in ciascuno di essi mi concentrerò su uno o due degli aspetti che riguardano la questione. Commenterò anche gli argomenti degli antivaccinisti con esempi presi da libri o siti.
Ovviamente loro sono maestri nello sfruttare le paure infondate dei genitori. Ecco cosa dicono:
Suddividerò il tema in vari post e in ciascuno di essi mi concentrerò su uno o due degli aspetti che riguardano la questione. Commenterò anche gli argomenti degli antivaccinisti con esempi presi da libri o siti.
Ovviamente loro sono maestri nello sfruttare le paure infondate dei genitori. Ecco cosa dicono:
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giovedì 10 novembre 2011
Il tetano - ultima parte delle risposte ai commenti del dott. Ascani
Con questo post risponderò all'ultima parte dei commenti che il dott. Ascani aveva lasciato sotto il mio articolo "Il tetano: una malattia degli anziani?"
Le prime due parti della mia risposta si trovano qui:
"Il tetano: risposta ai commenti del dott. Ascani - parte 1°"
"Il tetano: risposta ai commenti del dott. Ascani - parte 2°"
Copia&incolla del commento che tratterò nel presente post:
Evidentemente abbiamo di fronte un medico che non crede nell'efficacia del vaccino antitetanico e attribuisce il calo dei casi in Italia da 700-800 annuali (negli anni prima dell'introduzione dell'obbligo vaccinale per tutti i nuovi nati) agli attuali ca. 50 annui al miglioramento delle condizioni socio-economico-igienico-sanitario e al forte sistema immunitario dei giovani.
Insiste nel dire che solo gli anziani sono a rischio di tetano a causa dell'indebolimento del sistema immunitario legato all'età.
Come anche nei post precedenti commenterò punto per punto l'opinione espressa dal dott. Ascani.
Le prime due parti della mia risposta si trovano qui:
"Il tetano: risposta ai commenti del dott. Ascani - parte 1°"
"Il tetano: risposta ai commenti del dott. Ascani - parte 2°"
Copia&incolla del commento che tratterò nel presente post:
Altro punto importante: la protezione teorica fornita dal vaccino antitetanico è stimata in circa 10 anni (e sappiamo bene poi che la protezione di un vaccino non è mai del 100%) dopodiché è necessario fare dei richiami. Ora, mentre è abbastanza vero che quasi tutti i bambini ora sono vaccinati contro il tetano è anche vero che pochissimi ragazzi fanno i richiami dopo i 5-6 anni d'età. La protezione conferita dalla vaccinazione (sostenendo in maniera del tutto inverosimile che tutti i vaccini antitetanici somministrati abbiano un'efficacia del 100%) dovrebbe durare quindi fino ai 15-16 anni ma abbiamo visto che i casi di tetano scompaiono fino ai 25 anni d'età, quindi ben 10 anni oltre la copertura teorica (per eccesso) fornita dal vaccino antitetanico. Dai dati epidemiologici in nostro possesso infine si vede chiaramente che il tetano colpisce nella stragrande maggioranza dei casi persone sopra i 60 anni verosimilmente per l'indebolimento del sistema immunitario legato all'età. La conclusione più logica a tutti questi discorsi è che il tetano è ormai una malattia praticamente scomparsa e a rischio quasi zero fino ai 25 anni d'età e questo è molto verosimilmente legato alle migliorate condizioni socio-economico-igienico-sanitarie della popolazione occidentale e alla particolare resistenza della popolazione giovane rispetto alla popolazione più anziana.
Dott. Tancredi Ascani
Iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi di Perugia che praticano Medicine Non Convenzionali per la disciplina Medicina Omeopatica
Evidentemente abbiamo di fronte un medico che non crede nell'efficacia del vaccino antitetanico e attribuisce il calo dei casi in Italia da 700-800 annuali (negli anni prima dell'introduzione dell'obbligo vaccinale per tutti i nuovi nati) agli attuali ca. 50 annui al miglioramento delle condizioni socio-economico-igienico-sanitario e al forte sistema immunitario dei giovani.
Insiste nel dire che solo gli anziani sono a rischio di tetano a causa dell'indebolimento del sistema immunitario legato all'età.
Come anche nei post precedenti commenterò punto per punto l'opinione espressa dal dott. Ascani.
giovedì 3 dicembre 2009
Immunità pre-esistente al virus dell'influenza A/H1N1(2009)
Il nuovo virus dell'influenza A/H1N1(2009) è antigenicamente lontano dal virus H1N1 dell'influenza stagionale e negli esami immunogiche si sono trovati anticorpi specifici quasi esclusivamente in persone nate prima del 1957, presumibilmente perché il loro sistema immunitario era stato a contatto con un virus simile che aveva circolato fino a quella data per poi sparire.
La preoccupazione era quindi che le persone nate dopo il 1957 fossero senza immunità contro questa nuova influenza. Però con il passare del tempo i dati epidemiologici mostravano un quadro diverso da quello atteso. Finora la frequenza di casi gravi è simile a quella osservata per l'influenza stagionale.
L’epitopo è l’entità molecolare più piccola riconoscibile dal sistema immunitario.
Fonte:
Proceedings of National Academy of Sciences 2009 Nov 16 (e-pub prima della stampa)
J Greenbaum et al. Pre-existing immunity against swine-origin H1N1 influenza viruses in the general human population
La preoccupazione era quindi che le persone nate dopo il 1957 fossero senza immunità contro questa nuova influenza. Però con il passare del tempo i dati epidemiologici mostravano un quadro diverso da quello atteso. Finora la frequenza di casi gravi è simile a quella osservata per l'influenza stagionale.
Alcuni ricercatori hanno quindi studiato il livello di immunità specifica nella popolazione scoprendo certe similitudini fra il virus dell'influenza A/H1N1(2009) e il H1N1 dell'influenza stagionale, per quanto riguarda alcune caratteristiche immunogeni.
Il loro lavoro è stato pubblicato il 16 novembre nel National Institute for Allergy and Immunology.
Hanno esaminato la base molecolare per un'immunità pre-esistente al virus della nuova influenza e cercavano di scoprire se certe molecole (gli epitopi) che vengono riconosciute dai linfociti T e B del nostro sistema immunitario, coincidono con quelle di alcuni ceppi del virus H1N1 stagionale che circolano dal 1988.
Il loro lavoro è stato pubblicato il 16 novembre nel National Institute for Allergy and Immunology.
Hanno esaminato la base molecolare per un'immunità pre-esistente al virus della nuova influenza e cercavano di scoprire se certe molecole (gli epitopi) che vengono riconosciute dai linfociti T e B del nostro sistema immunitario, coincidono con quelle di alcuni ceppi del virus H1N1 stagionale che circolano dal 1988.
I linfociti B del nostro sistema immunitario producono gli anticorpi mentre i linfociti T sono specializzati ad individuare ed eliminare i virus che sono riusciti ad entrare nelle cellule.
Confrontando dati raccolti dal "Immune Epitope Database" hanno scoperto che il virus H1N1 stagionale preso in esame e il H1N1 pandemico hanno in comune il 69% di epitopi immunogeni del tipo che vengono riconosciuti dalle cellule T CD8+ (= un sottotipo delle cellule T). I ricercatori sono riusciti a provare con esperimenti che nella popolazione adulta è presente una parziale memoria immunitaria mediata dalle cellule T che è diretta contro questi epitopi e che questa memoria immunitaria è di dimensioni paragonabili a quella contro l'influenza H1N1 stagionale.
La protezione dall'infezione viene però mediata dagli anticorpi, quindi la memoria immunitaria delle cellule T contro gli epitopi non protegge dall'infezione ma può ridurre la severità della malattia e questo, secondo gli autori, potrebbe spiegare il quadro epidemiologico e clinico che si sta osservando. Comunque, per essere protetti dall'infezione è indicato il vaccino proprio perché produce gli anticorpi che neutralizzano i virus quando entrano nell'organismo.
Proceedings of National Academy of Sciences 2009 Nov 16 (e-pub prima della stampa)
J Greenbaum et al. Pre-existing immunity against swine-origin H1N1 influenza viruses in the general human population
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