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venerdì 27 ottobre 2017

L'alluminio nei vaccini e la dose settimanale tollerabile

In riferimento al mio articolo sugli adiuvanti a base di composti di alluminio ho letto vari commenti critici.

Naturalmente ognuno è benvenuto a criticare le cose che scrivo, perché nessuno è perfetto. Per esempio, nel mio articolo sono stati trovati alcuni piccoli errori e li ho corretti perché chi me li ha fatti presente aveva ragione (vedi gli ultimi commenti sotto al post in questione). Se qualcuno trova altre cose che non lo convincono basta che porti la documentazione scientifica che io controllerò e poi faccio la rettifica, ma naturalmente solo se le critiche si basano sulle prove e non su pseudo-studi pieni di bias e errori metodologici se non di peggio.

Una sana critica fa sempre bene. Gli attacchi personali invece no (da entrambe le parti). Fanno pensare che non si abbiano argomenti veri e si debba ripiegare su questi mezzi antipatici e poco utili.

Oggi chiarisco una delle cose che sono state contestate.

lunedì 31 ottobre 2016

E’ vero che la vaccino-sorveglianza viene trascurata dai medici?

No, è vero il contrario. Alla vaccino-sorveglianza vengono dedicate molte risorse.

Le radici della farmacovigilanza affondano nel lontano 1957, anno in cui la talidomide è stata introdotta in Europa. E' stato ampiamente prescritto come un trattamento, che si presumeva innocuo, per la nausea mattutina di cui soffrono molte donne all’inizio della gravidanza. Nel 1961 arrivò la notizia del disastro. In molti paesi migliaia di bambini erano nati con gravissime malformazioni: focomelia e micromelia. La tragedia era stata riconosciuta con molto ritardo, proprio perché mancava una farmacovigilanza. Fu uno shock per i medici e i farmacologi cosi le autorità sanitarie di diversi paesi iniziarono una raccolta di rapporti sugli eventi avversi ai farmaci con vari programmi di monitoraggio. 




Gli Stati chiesero quindi all’OMS di assumere un ruolo attivo nella garanzia della sicurezza dei farmaci. L’OMS inizio’ subito a mettere in piedi un programma pilota per elaborare un’efficace farmacovigilanza che coinvolgesse tutti gli stati membri. Nel 1968 venne fondato il Programma Internazionale di Sorveglianza dei Farmaci” (WHO’s International Drug Monitoring Programme)

martedì 2 agosto 2016

Sarebbe etico fare uno studio con bambini mai vaccinati?

Il 9 novembre 2015 Eugenio Serravalle è stato ascoltato dalla commissione affari sociali, alla camera dei deputati, insieme ad altri oppositori alle vaccinazioni e ad alcuni esperti in ambito vaccinale, quest’ultimi naturalmente a favore dei vaccini.

All’inizio del suo discorso, durato circa 10 minuti, si è lamentato della mancanza di dati sulla sicurezza dell’intero calendario vaccinale. Ha quindi sottolineato la scientificità della sua affermazione citando quanto riportato dall’Institute of Medicine (IOM) in un rapporto del 2013 e facendo intendere che persino questa importante commissione indipendente, che ha il compito di vigilare sulla sicurezza dei vaccini, ha criticato la mancanza di questo tipo di studi.
La prima frase che Serravalle cita dal rapporto del IOM 2013 è la seguente:

“Nessuno studio ha confrontato finora lo stato di salute dei bambini non vaccinati con quello dei bambini completamente vaccinati.”

Le altre due frasi che cita sono strettamente collegate alla frase menzionata, quindi mi concentrerò solo su questa.



Come sapete, sono molto scettica e controllo sempre la fonte originale delle citazioni. E’ molto importante verificare quello che ci viene detto, soprattutto quando proviene da persone non autorevoli.

Così ho scoperto che le frasi citate, viste nel contesto generale, hanno in realtà un significato completamente diverso.

Il titolo del rapporto dello IOM è “The Childhood Immunization Schedule and Safety: Stakeholder Concerns, Scientific Evidence, and Future Studies” (“La sicurezza del programma vaccinale: Preoccupazioni delle parti interessate, dati scientifici e studi futuri”).

Il primo dei compiti assegnati allo IOM era quello di fare una revisione della letteratura scientifica e di individuare le preoccupazioni delle parti interessate riguardo alla sicurezza del programma vaccinale raccomandato per l’infanzia.

Il Comitato ha raccolto con grande cura le preoccupazioni di tutti, incluse quelle dei genitori. Lo scopo era di individuare i fattori che potessero ostacolare l’adesione al programma vaccinale. Una delle preoccupazioni espresse dai genitori e dalle associazioni (sicuramente antivaccinali, ma non lo scrivono) era che non esistono studi che paragonano lo stato di salute dei bambini che ricevono tutte le vaccinazioni con quello dei bambini con zero vaccini. Il Comitato lo conferma. Ma non è che loro - come fa intendere Serravalle tra le righe - si scandalizzano del fatto che non ci sia un tale studio. Si tratta solo della preoccupazione di alcuni genitori. Lo IOM prende atto di questa preoccupazione e cerca di trovare un rimedio per tranquillizzare questi genitori. Esplora quindi i vari aspetti implicati con questa richiesta e arriva a conclusioni che sono l’esatto opposto di quelle tratte da Serravalle durante il suo discorso.

Il report dello IOM è molto lungo, più di 200 pagine. Per chi vuole approfondire il tema, anche per conoscere tutte le misure che vengono messe in atto per garantire la sicurezza dei vaccini, è sicuramente una letteratura interessante.

Qui farò un riassunto dei punti salienti per quanto riguarda la richiesta di effettuare uno studio comparativo di bambini vaccinati verso bambini “zero vaccini”:

Il comitato è preoccupato perché nelle regioni in cui si assiste a un numero crescente di soggetti non o parzialmente vaccinati o non più immuni, il mantenimento dell’immunità di gregge è a rischio.

L’aumento del numero di bambini con poche o nessuna vaccinazione, ha contribuito in tutti gli Stati Uniti al ritorno di malattie prevenibili con i vaccini, come ad esempio morbillo e pertosse. Alcune di queste patologie possono essere fatali e hanno causato malattia e morte in bambini piccoli e persone immunodepresse.

I dati epidemiologici disponibili rilevano ripetutamente i benefici per la salute associati al programma vaccinale (ad esempio in termini di riduzione delle infezioni e delle ospedalizzazioni). Le vaccinazioni vengono infatti raccomandate proprio per proteggere i bambini nel periodo in cui sono più vulnerabili. Rimandare le vaccinazioni li lascia, quindi, senza protezione ed esposti ad agenti patogeni.

Il Comitato prende atto che alcuni genitori sono preoccupati riguardo alla sicurezza dei vaccini ed in particolare perché non ci sono studi che paragonano lo stato di salute dei bambini completamente vaccinati con quella di bambini “zero vaccini”.

Il Comitato è consapevole che le preoccupazioni dei genitori sono l’espressione di un modo di prendersi cura della salute e del benessere dei propri figli.

Riconosce, d’altro canto, che anche i bambini e gli adulti immunizzati di una comunità sono una delle parti interessate e il Comitato tiene conto anche delle loro preoccupazioni riguardo alla diminuzione dell’immunità di gregge.

Spiega quindi che, da una loro ricerca approfondita dei dati scientifici a disposizione, non risulta niente che supporti la preoccupazione per la mancanza di uno studio comparativo tra vaccinati e non. Non c’è alcun segnale epidemiologico serio e coerente che possa far pensare che il calendario vaccinale non sia sicuro e manca, inoltre, la plausibilità biologica a supporto di questa affermazione. D’altra parte, solo degli indizi scientificamente validi potrebbero giustificare uno studio comparativo di bambini vaccinati verso bambini non vaccinati.

In generale, non si riescono ad identificare correttamente quegli elementi che, tramite un percorso di ricerca appropriato, porterebbero ad individuare in modo chiaro eventuali differenze tra la salute dei bambini vaccinati e quella di bambini con zero vaccini.

Il comitato sottolinea, inoltre, che inserire dei bambini, scelti in modo casuale, in un gruppo di studio in cui una parte riceve meno vaccini di quelli raccomandati dal calendario vaccinale o addirittura nessuno non sarebbe etico per diverse ragioni. In primo luogo, i bambini con pochi o nessun vaccino, verrebbero esposti ad un maggiore rischio di sviluppare quelle malattie prevenibili con le vaccinazioni e questo comprometterebbe anche l’immunità di gregge. Inoltre, i genitori che rifiutano le vaccinazioni probabilmente non permetterebbero ai loro figli di essere inseriti nel gruppo che riceve tutte le vaccinazioni. Infine, gli stessi pediatri coinvolti nello studio si troverebbero ad andare contro la propria etica professionale che li inviterebbe a raccomandare agli assistiti di seguire il calendario vaccinale.

Il Comitato sottolinea inoltre che le preoccupazioni delle parti interessate sono sicuramente uno degli elementi che concorrono alla pianificazione di eventuali nuove ricerche. In questo caso, tuttavia, l’attuale sistema di monitoraggio sulla sicurezza non evidenzia quegli ulteriori elementi che giustificherebbero nuovi studi e ricerche, come ad esempio studi randomizzati e controllati (RCT) o studi di coorte prospettici. Mancano infatti le evidenze biologiche ed epidemiologiche a supporto di una decisione che, costando alla comunità fino a decine di milioni di dollari, si risolverebbe, con buona probabilità, in uno spreco di risorse.

Viene quindi spiegato che può senz’altro sembrare che la scelta di non vaccinare sia la più sicura se non si prende in considerazione l’ipotesi di poter sviluppare quelle malattie contro cui ci si vaccina. Inoltre, beneficiando dell’immunità di gregge, chi non si vaccina può dare l’impressione di una salute globale migliore in quanto non avrà quegli episodi comuni di reazioni da vaccino come, ad esempio, la febbre.

Anche i bambini di genitori che rifiutano le vaccinazioni non possono essere inseriti in uno studio di comparazione in quanto, per i motivi sopra esposti, mancherebbero del requisito etico di base, ovvero della sicurezza di tutti i soggetti coinvolti nello studio.Ogni bambino non vaccinato è potenzialmente esposto al rischio di contrarre delle malattie pericolose e al conseguente rischio di contagiare anche altri.

Infine, per poter individuare anche gli eventi rari, sia in termine di patologie che di effetti biologici rilevanti, si dovrebbero coinvolgere nello studio migliaia di bambini, riducendo, contestualmente, l’immunità di gregge per la popolazione. Di conseguenza si avrebbe un effetto indotto, ma non voluto, che rischierebbe di inficiare i risultati della ricerca.

Raccomandazione finale sulla questione:

Recommendation 6-2: The Department of Health and Human Services
should refrain from initiating randomized controlled trials of the childhood immunization schedule that compare safety outcomes in fullyvaccinated children with those in unvaccinated children or those vaccinated by use of an alternative schedule.

Traduzione:

Il Dipartimento di Salute e dei Servizi Umani dovrebbe astenersi dall’avviare studi randomizzati controllati del programma vaccinale che paragonano lo stato di salute di bambini totalmente vaccinati con quello di bambini non vaccinati o vaccinati secondo un programma (vaccinale) alternativo.

Ecco, questa è la reale posizione dello IOM sulla questione.

Ho una proposta da fare ai gruppi antivaccinali: visto che al momento non è eticamente possibile fare uno studio che paragona bambini vaccinati con bambini non vaccinati, perché non provano ad approfondire la montagna di studi già esistenti e ad accettare almeno le prove di efficacia e sicurezza delle vaccinazioni già ampiamente dimostrate? Altrimenti avrebbe anche poco senso produrre ulteriori studi, se già quelli esistenti non vengono accettati. Semplicemente, non si dovrebbe rifiutare un risultato prodotto dalla scienza solo perché va contro le proprie convinzioni.

Fonte:
The Childhood Immunization Schedule and Safety: Stakeholder Concerns, Scientific Evidence, and FutureStudies.

Committee on the Assessment of Studies of Health Outcomes Related to the Recommended Childhood Immunization Schedule; Board on Population Health and Public Health Practice; Institute of Medicine.

Washington (DC): National Academies Press (US); 2013 Mar.


giovedì 18 giugno 2015

Il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) è sicuro ?



Da qualche giorno su Internet viene diffusa un’infografica che riporta gli eventi avversi in correlazione temporale alle varie vaccinazioni effettuate nel Regno Unito. Quelli che riguardano il vaccino contro il HPV spiccano con più di 8000 segnalazioni:



Il grafico viene accompagnato da commenti allarmistici tipo: “Più di 8000 ragazze hanno avuto una reazione avversa e di questi più di 2500 sono rovinate a vita!

A questo punto potremmo fermarci, accettare acriticamente quello che leggiamo e concludere che il vaccino HPV sia pericoloso e perciò assolutamente da evitare.

Oppure potremmo cercare di scoprire che cosa c’è veramente dietro a queste 8.228 segnalazioni e perché sono molto più numerose di quelle degli altri vaccini.

Io faccio parte delle persone che non si fermano davanti alle notizie e anche in questo caso ho indagato e vi posso anticipare che il vaccino contro il HPV è sicuro e non ha rovinato la vita a nessuno.

Ecco come stanno le cose in realtà.

venerdì 20 febbraio 2015

Italia: Scienza in tribunale


Qualche giorno fa ho scritto un articolo per un blog tedesco di cui faccio parte. Il titolo è Italien: Wissenschaft im Gerichtssaal.

Ecco la traduzione in italiano:



In Italia la leggenda dei vaccini che causano l’autismo sta vivendo un boom, soprattutto  in certi ambienti  antiscientifici.

Sempre più personaggi (soprattutto avvocati e medici) fiutando il business, lucrano su questa ed altre patologie che si manifestano, o vengono notate, per la prima volta dopo una vaccinazione. Pertanto per il solo fatto che tra vaccinazione e patologia esiste una correlazione temporale, questi eventi vengono definiti (erroneamente) “danni da vaccino”.

venerdì 17 maggio 2013

Il vaccino MPR (morbillo - parotite - rosolia) non aumenta il rischio di infezioni

Il morbillo causa una immunodepressione che può durare anche qualche mese perché il virus attacca e distrugge, fra l'altro, anche alcuni tipi di cellule del sistema immunitario.

I virus nel vaccino MPR sono "vivi" ma attenuati, cioè sottoposti ad un procedimento che li rende incapaci di nuocere. Non sono più in grado di provocare la malattia ma riescono a sollecitare una risposta immunitaria. Si formano gli anticorpi (immunità umorale) e anche una memoria immunitaria (immunità cellulare) che protegge probabilmente per tutta la vita (lo sapremo con sicurezza solo quando i primi che sono stati vaccinati, all'inizio degli anni 60, avranno ca. 90 anni). Il livello di anticorpi scende con il trascorrere del tempo ma di solito, in caso di contatto con il virus selvaggio, entro pochi giorni si formano miliardi di nuovi anticorpi - grazie alla memoria immunitaria - che eliminano i virus prima che questi riescano a fare danni.

mercoledì 17 aprile 2013

I vaccini multipli indeboliscono il sistema immunitario?

Uno dei tanti pseudo-argomenti con cui i genitori vengono confrontati, quando cercano informazioni con Google, è che i bambini vaccinati si ammalano più spesso, "perché i vaccini indeboliscono il sistema immunitario". Quante volte ho letto di mamme che raccontano nei forum e su facebook che i loro figli non vaccinati non si ammalano quasi mai mentre tutti i bambini vaccinati del vicinato, dei parenti e conoscenti sono costantemente malati.

E' essenziale comprendere che le esperienze personali possono essere facilmente distorte. Generalmente questo succede perché c'è una specie di "conflitto d'interesse": si tende a notare e accettare solo quello che corrisponde alla propria convinzione. Si notano prevalentemente i casi che confermano che la propria decisione sia quella giusta: ci tranquillizzano e ci rimangono impressi nella mente con più facilità. Questo fenomeno si chiama bias di conferma.

martedì 22 gennaio 2013

I vaccini multipli sovraccaricano il sistema immunitario?

Un dubbio abbastanza diffuso fra i genitori è se l'attuale calendario vaccinale non sia troppo fitto e se il sistema immunitario di un bambino di pochi mesi non venga sovraccaricato da un sempre più alto numero di vaccini in una sola volta. Ma è veramente giustificata questa - comprensibile - paura?

Suddividerò il tema in vari post e in ciascuno di essi mi concentrerò su uno o due degli aspetti che riguardano la questione. Commenterò anche gli argomenti degli antivaccinisti con esempi presi da libri o siti.

Ovviamente loro sono maestri nello sfruttare le paure infondate dei genitori. Ecco cosa dicono:


giovedì 28 giugno 2012

La sicurezza del vaccino MPR (morbillo - parotite - rosolia) - seconda parte

Nella prima parte di questo articolo ho riportato gli eventi avversi del vaccino MPR e li ho confrontati con i rischi del morbillo che sono indubbiamente molto più alti.

Come preannunciato, commenterò ora il paragrafo successivo del libro "Le vaccinazioni pediatriche" di Roberto Gava, intitolato "Danni da vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia (MPR)"


L'autore inizia il capitolo con l'affermazione allarmistica 
"è considerata una vaccinazione potenzialmente molto pericolosa"
ignorando completamente i dati scientifici che non confermano questa opinione. Dopo miliardi di dosi di vaccino in più di vent'anni, il vaccino MPR si è confermato molto sicuro.

sabato 16 giugno 2012

La sicurezza del vaccino MPR (morbillo - parotite - rosolia) - prima parte

Miliardi di dosi di MPR sono state distribuite in tutto il mondo nel corso degli ultimi decenni e si è confermato un vaccino estremamente sicuro. Gli eventi indesiderati dopo il vaccino MPR sono di solito lievi e passeggeri. Solo molto raramente ci possono essere reazioni più importanti, quasi sempre senza conseguenze permanenti. Inoltre ci sono alcuni eventi avversi gravi che capitano così raramente (nell'ordine di meno di 1 caso ogni 1.000.000 di dosi) che è molto difficile sapere se sono causati dal vaccino o se si tratta di una coincidenza.
Eventi avversi dopo il vaccino MPR (morbillo - parotite - rosolia):
Eventi lievi
  • Febbre (fino a 1 persona su 6)
  • Lieve eruzione cutanea (ca. 1 persona su 20)
  • Gonfiore delle ghiandole delle guance e del collo (ca 1 persona su 75)
Questi problemi si manifestano di solito da 6 a 14 giorni dopo la vaccinazione. Sono meno frequenti dopo la seconda dose.

Eventi moderati
  • Convulsioni causati dalla febbre (ca. 1 caso ogni 3000 dosi)
  • Dolore e rigidità temporanea delle articolazioni che riguarda soprattutto  le ragazze adolescenti o le donne (fino a 1 su 4)
  • Riduzione transitoria delle piastrine nel sangue che può causare piccole emoragie (ca. 1 caso ogni 30.000 dosi)
Eventi gravi (molto rari)
  • Una grave reazione allergica di tipo anafilattico (meno di 1 caso ogni milione di dosi)
Diversi altri eventi gravi sono stati riportati dopo il vaccino MPR, incl.

- sordità
-
convulsioni ricorrenti, coma oppure diminuzione dello stato di coscienza
- danni permanenti al cervello

Questi eventi avversi sono così rari che è difficile dire se la causa è il vaccino

venerdì 4 maggio 2012

La formaldeide nei vaccini

La formaldeide è una sostanza contenuta in dosi infinitesimali in molti vaccini. Gli antivaccinisti non perdono occasione per spaventare i genitori con descrizioni come "sostanza altamente tossica e cancerogena!" o "utilizzata nelle procedure di imbalsamazione dei cadaveri!". In inglese c'è un termine molto appropriato per individui che usano questo tipo di comunicazione: "fear-monger". In italiano la traduzione forse più vicina è "allarmista". E' gente che diffonde notizie che incutono apprensione e preoccupazione - di solito infondate - per influenzare gli altri. Gli antivaccinisti sono maestri in questo ed è molto difficile per i genitori non lasciarsi coinvolgere emotivamente da questo gioco perverso.

Faccio qualche esempio concreto cominciando dal pediatra e omeopata Eugenio Serravalle che scrive nel proprio blog in un suo breve post del 20 giugno 2011:


martedì 17 aprile 2012

Vaccino MPR (morbillo, parotite e rosolia) e autismo - una sentenza anti-scientifica

Il 26 marzo sono venuta a conoscenza di una sentenza del 22 marzo del tribunale di Rimini che collega il vaccino MPR all'autismo. Ovviamente nel frattempo la notizia è stata ampiamente diffusa dagli antivaccinisti nel web, soprattutto nei social network come Twitter e Facebook. All'improvviso per loro i giudici sono diventati infallibili e possono tranquillamente sostituire la ricerca scientifica. Evidentemente il fatto che  nell'ultimo decennio siano stati pubblicati molti studi di ottima qualità che non hanno trovato nessun collegamento causale tra  i vaccini e la sindrome autistica non viene preso in considerazione dai nemici dichiarati delle vaccinazioni. Anzi, loro respingono indiscriminatamente ogni prova scientifica che non possono usare in qualche modo per sostenere la propria radicata convinzione che i vaccini sono inutili e dannosi. 

domenica 13 marzo 2011

Il vaccino esavalente e i casi di morte nei bambini dal 2° al 24° mese di vita

In questi giorni il Robert Koch Institut (RKI) di Berlino ha pubblicato una ricerca,  la TOKEN-Studie in cui sono stati esaminati 254 casi di uSUD (unexplained sudden unexpected deaths = casi di morte improvvisa, inaspettata e inspiegabile) avvenuti in tutta la Germania dal luglio 2005 al 2008. Lo scopo principale dello studio era di scoprire se c'è una connessione causale fra la vaccinazione esavalente e le morti improvvise nei bambini tra il 2° e 24° mese di vita.


Sono stati scientificamente analizzati i dati raccolti con questionari compilati dai genitori e dai medici, la documentazione delle vaccinazioni ed i risultati delle autopsie. Statisticamente è stato valutato un eventuale nesso temporale tra la vaccinazione e i casi di uSUD con il metodo Self-controlled-case-series (SCCS).  Per rafforzare ulteriormente i risultati ottenuti, è stata fatta anche un'analisi con un disegno "caso-controllo". In una parte indipendente dello studio che riguardava l'aspetto della medicina legale è stato cercato un'eventuale patogenesi, cioè un processo patogeno, in comune fra casi di morte improvvisa avvenuti dopo la vaccinazione.


lunedì 28 febbraio 2011

La sicurezza dei vaccini: la farmacovigilanza

L'elenco dei "danni da vaccino" che gli antivaccinisti presentano è lunghissimo, ma in realtà è puro terrore psicologico (volevo almeno per una volta usare una loro espressione che mi viene rivolta spesso) perché si tratta di eventi avversi raccolti in modo passivo con la vaccinovigilanza, come per esempio quello degli USA, il Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS). Questi dati vengono frequentemente citati dagli oppositori alle vaccinazioni con l'intento di spaventare i genitori.

Nella pagina delle domande frequenti del sito del VAERS si legge:

Sono tutti gli eventi avversi segnalati al VAERS causati dai vaccini?

No. Il VAERS riceve le segnalazioni di molti eventi avversi che si verificano dopo le vaccinazioni. Alcuni si verificano casualmente in seguito alla vaccinazione, mentre altri possono essere causati dai vaccini. Studi ad hoc possono aiutare a determinare se un vaccino ha veramente causato un determinato evento avverso. Solo perché un evento avverso è accaduto dopo che una persona è stata vaccinata, non vuol dire che il vaccino lo ha causato. Altri fattori, come la storia medica del paziente, altri medicinali che sono stati presi vicino al periodo della vaccinazione, potrebbero essere la causa. E 'importante ricordare che molti eventi avversi segnalati al VAERS potrebbero non essere stati causati dai vaccini.

Essendo una raccolta passiva e non controllata, basta una correlazione temporale per finire in questa lista, senza prova di causalità. Lo scopo è di monitorare la sicurezza dei vaccini. Per esempio se gli esperti che controllano i dati notano che un evento viene riportato più spesso di quanto ci si aspetta, conoscendo la frequenza normale di questo nella popolazione o nei vaccinati, questo viene interpretato come segnale da approfondire. Comunque, tutti i casi di eventi avversi gravi vengono approfonditi dal personale del VAERS. Si contatta il medico curante, richiede le cartelle cliniche ed altre informazioni e si esamina accuratamente ognuno di questi eventi per capire se c'è una correlazione causale con il vaccino o con il particolare lotto usato.


domenica 20 febbraio 2011

Il vaccino antipertosse e le allergie - II° parte

Questa è la seconda parte del mio articolo sul tema vaccini e allergie. La prima parte si trova qui:

Il vaccino antipertosse e le allergie - I° parte

Domanda: Per quale motivo i vaccini dovrebbero avere a che fare con le allergie?
Risposta: Perché negli ultimi decenni l'incidenza delle allergie è aumentata e contemporaneamente anche il numero dei vaccini.


Questo mi fa venire in mente una ricerca molto istruttiva:


Paediatr Perinat Epidemiol. 2004 Jan;18(1):88-92.
New evidence for the theory of the stork
Höfer T et al.
Federal Institute for Risk Assessment, Berlin, Germany

Questo studio ha trovato una correlazione significativa fra la popolazione delle cicogne e il numero delle nascite. Meno cicogne c'erano, meno bambini sono nati. Ecco quindi la prova che le cicogne portano i bambini.....o no??

E anche questo:


domenica 13 febbraio 2011

Il vaccino antipertosse e le allergie - I° parte

Alcuni genitori temono che i vaccini possano causare allergie incluso l'asma.

E' un tema molto vasto perciò lo suddividerò in diversi post cominciando dal vaccino antipertosse cellulare (a cellule batteriche intere, uccise) che è quello che viene incriminato più spesso dagli antivaccinisti, per quanto riguarda le allergie. (Nella maggior parte dei paesi industrializzati si usa da anni l'antipertosse acellulare che contiene solo alcune parti del batterio, altamente purificate.)

Per loro tutto sembra molto semplice. Vanno su Pubmed, fanno una ricerca di studi sul tema richiesto (per esempio: "immunization DPT asthma"). Leggono gli abstract e selezionano quelli in cui viene riportata un'associazione positiva tra il vaccino e l'asma, senza controllare la qualità dello studio.

Citano persino i case report ignorando il fatto che il singolo caso clinico può rappresentare un dato inusuale rispetto alla popolazione media e quindi non può essere preso a prova di una relazione causale; quest’ultima cosa vale del resto anche per alcuni tipi (disegni) di studi epidemiologici che sono in grado di stabilire un’associazione tra l’eposizione a un fattore di rischio e una malattia ma non di provare un nesso causale.


giovedì 16 dicembre 2010

Il vaccino antimorbillo può causare la morte?

Il pediatra e omeopata Eugenio Serravalle cerca nel suo libro "Bambini supervaccinati" di convincere i suoi lettori che il morbillo è un vero toccasana mentre il vaccino MPR (morbillo - parotite - rosolia) un autentico pericolo per la salute dei bambini.

Ma ci rassicura già con la seconda frase nel capitolo sul morbillo alla voce "Il vaccino": "In Italia non è obbligatorio." Che sollievo! Chi mai vorrebbe vedere i propri figli correre il rischio di contrarre una delle tante gravi malattie che il dott. Serravalle elenca come danni da vaccino antimorbillo, o di morirne addirittura? Come se non bastassero i rischi di sviluppare ogni tipo di allergia, a cominciare dall'asma fino alla dermatite atopica, dai quali - come spiega l'autore - il morbillo protegge o almeno riduce il rischio.

Presto scriverò un post più approfondito sulle gravi conseguenze che il dott. Serravalle attribuisce nel suo libro al vaccino. Tanto per farsi un'idea, su 20 pagine di cui è composto l'articolo sul morbillo, dedica ben 13 a convincere la gente che i vaccini e soprattutto l'MPR causa l'autismo, negando completamente le evidenze scientifiche.

Oggi mi limito a commentare quello che dice sulle conseguenze mortali che secondo lui  il vaccino MPR può avere: