Nella prima parte di questo articolo ho spiegato il motivo principale per cui un tasso di anticorpi contro il tetano sotto 0,1 UI/ml (misurato con l'ELISA classico) non dovrebbe essere interpretato come protettivo, come purtroppo molti genitori contrari alle vaccinazioni fanno, perché l'hanno letto in qualche libro o sito che critica le vaccinazioni o sentito a una delle conferenze tenute da (sempre gli stessi) medici antivaccinisti.
Quando un qualsiasi medico di qualunque paese del mondo, prende in mano le analisi per il dosaggio degli anticorpi contro il tetano, fatte da un normale laboratorio con il test ELISA classico, e legge per esempio 0,02 UI/ml sa che molto probabilmente il paziente non è protetto dal tetano e consiglia vivamente di cominciare subito il ciclo primario che prevede 3 dosi più i successivi richiami per completare il ciclo vaccinale, seguendo le raccomandazioni internazionali. Questo è il procedimento corretto nel pieno rispetto delle leges artis. Ogni altra interpretazione sarebbe un grave errore medico che potrebbe mettere a rischio la salute o addirittura la vita del paziente. Con il tetano non si scherza davvero! Se poi il risultato si riferisce a un bambino mai vaccinato, non rimangono dubbi sul fatto che non è protetto.
Nella seconda parte di questo post conosceremo un altro motivo per la scelta di 0,1 UI/ml (nel test ELISA classico) come soglia che rappresenta il limite di separazione tra «positività» e «negatività» del test": i falsi positivi e i falsi negativi.
lunedì 24 giugno 2013
venerdì 14 giugno 2013
La favola dei bambini "naturalmente" protetti dal tetano - 1°parte
C'era una volta...
Durante un incontro con i genitori, dal titolo "Vaccinazioni - tra luci e ombre", svoltosi nel febbraio 2008 a Modena, il dott. Eugenio Serravalle (pediatra e omeopata) ha detto:
"Una cosa brevemente sull'antitetanica però. Perché non è una malattia infettiva, quindi non ci si può contagiare così. Allora ci sono degli studi e io l'ho verificato su dei pazienti che hanno voluto fare questa cosa. Anche bambini mai vaccinati per il tetano hanno gli anticorpi per il tetano. A me è capitato di farlo su 20 pazienti che seguo e tutti e venti hanno gli anticorpi contro il tetano. Perché? Il tasso è protettivo. Bimbi di un anno. Allora come faccio a sapere che il vaccino è efficace e non è l'immunità naturale ad essere efficace contro la malattia?"A parte il fatto che il tetano è invece una malattia infettiva (non contagiosa), questa affermazione mi aveva molto incuriosita, perché non riuscivo a immaginare come sia possibile che abbiano trovato anticorpi a livello protettivo in bambini mai vaccinati contro il tetano. Sul treno di ritorno a casa riflettevo su questa cosa. Che fossero ancora delle piccolissime rimanenze di anticorpi materni? Possibilissimo - visto che si trattava di bambini di un anno - ma comunque non a livelli protettivi. Quale concentrazione di anticorpi era stata trovata? Quali tipi di test di laboratorio saranno stati usati?
venerdì 17 maggio 2013
Il vaccino MPR (morbillo - parotite - rosolia) non aumenta il rischio di infezioni
Il morbillo causa una immunodepressione che può durare anche qualche mese perché il virus attacca e distrugge, fra l'altro, anche alcuni tipi di cellule del sistema immunitario.
I virus nel vaccino MPR sono "vivi" ma attenuati, cioè sottoposti ad un procedimento che li rende incapaci di nuocere. Non sono più in grado di provocare la malattia ma riescono a sollecitare una risposta immunitaria. Si formano gli anticorpi (immunità umorale) e anche una memoria immunitaria (immunità cellulare) che protegge probabilmente per tutta la vita (lo sapremo con sicurezza solo quando i primi che sono stati vaccinati, all'inizio degli anni 60, avranno ca. 90 anni). Il livello di anticorpi scende con il trascorrere del tempo ma di solito, in caso di contatto con il virus selvaggio, entro pochi giorni si formano miliardi di nuovi anticorpi - grazie alla memoria immunitaria - che eliminano i virus prima che questi riescano a fare danni.
I virus nel vaccino MPR sono "vivi" ma attenuati, cioè sottoposti ad un procedimento che li rende incapaci di nuocere. Non sono più in grado di provocare la malattia ma riescono a sollecitare una risposta immunitaria. Si formano gli anticorpi (immunità umorale) e anche una memoria immunitaria (immunità cellulare) che protegge probabilmente per tutta la vita (lo sapremo con sicurezza solo quando i primi che sono stati vaccinati, all'inizio degli anni 60, avranno ca. 90 anni). Il livello di anticorpi scende con il trascorrere del tempo ma di solito, in caso di contatto con il virus selvaggio, entro pochi giorni si formano miliardi di nuovi anticorpi - grazie alla memoria immunitaria - che eliminano i virus prima che questi riescano a fare danni.
mercoledì 17 aprile 2013
I vaccini multipli indeboliscono il sistema immunitario?
Uno dei tanti pseudo-argomenti con cui i genitori vengono confrontati, quando cercano informazioni con Google, è che i bambini vaccinati si ammalano più spesso, "perché i vaccini indeboliscono il sistema immunitario". Quante volte ho letto di mamme che raccontano nei forum e su facebook che i loro figli non vaccinati non si ammalano quasi mai mentre tutti i bambini vaccinati del vicinato, dei parenti e conoscenti sono costantemente malati.
E' essenziale comprendere che le esperienze personali possono essere facilmente distorte. Generalmente questo succede perché c'è una specie di "conflitto d'interesse": si tende a notare e accettare solo quello che corrisponde alla propria convinzione. Si notano prevalentemente i casi che confermano che la propria decisione sia quella giusta: ci tranquillizzano e ci rimangono impressi nella mente con più facilità. Questo fenomeno si chiama bias di conferma.
E' essenziale comprendere che le esperienze personali possono essere facilmente distorte. Generalmente questo succede perché c'è una specie di "conflitto d'interesse": si tende a notare e accettare solo quello che corrisponde alla propria convinzione. Si notano prevalentemente i casi che confermano che la propria decisione sia quella giusta: ci tranquillizzano e ci rimangono impressi nella mente con più facilità. Questo fenomeno si chiama bias di conferma.
sabato 6 aprile 2013
Autismo: Lettera del Prof. Bonanni alla redazione di "Le invasioni barbariche" riguardo alla trasmissione del 27 marzo 2013
Il Prof. Paolo Bonanni, Ordinario di Igiene dell'Università degli Studi di Firenze, Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Dipartimento di Scienze della Salute, ha inviato la seguente lettera alla redazione del programma "Le Invasioni Barbariche" di La7 in riferimento alla trasmissione del 27 marzo 2013 che pubblico con il suo permesso.
Gentile Dr.ssa Bignardi e gentile Redazione,
sabato 30 marzo 2013
I vaccini multipli non aumentano il rischio di autismo
In un editoriale del 29 marzo 2013 nella rivista scientifica "The Journal of Pediatrics" viene presentata una nuova ricerca che riguarda i vaccini multipli e l'autismo:
"Increasing exposure to antibody-stimulating proteins and polysaccharides in vaccines is not associated with risk of autism,"
"Increasing exposure to antibody-stimulating proteins and polysaccharides in vaccines is not associated with risk of autism,"
by Frank DeStefano, MD, MPH, Cristofer S. Price, ScM, and Eric S. Weintraub, MPH,
The Journal of Pediatrics
("Article in Press" - inserirò la data quando sarà stato pubblicato)
L'obiettivo di questa ricerca era di valutare l'associazione tra l'autismo e il livello della stimolazione vaccinale ai quali i bambini vengono esposti nei primi due anni di vita.
L'obiettivo di questa ricerca era di valutare l'associazione tra l'autismo e il livello della stimolazione vaccinale ai quali i bambini vengono esposti nei primi due anni di vita.
martedì 12 marzo 2013
Bufala: "Il CDC consiglia di rinunciare all'allattamento per aumentare l'efficacia del vaccino anti-rotavirus"
L'articolo dal titolo " Madri attenzione: allattare fa male" comincia così:
"Ormai siamo alla pura follia: una ricerca scientifica del CDC (Center for Disease Control) ha stabilito che il latte materno impedisce ad un certo vaccino di funzionare al meglio nel corpo del neonato, e quindi… suggeriscono di evitare l’allattamento al seno.
Non stiamo scherzando. La ricerca si intitola “Inhibitory effect of breast milk on infectivity of live oral rotavirus vaccines” (Effetto inibitorio del latte materno sulla infettività del vaccino orale rotavirus vivo) e la trovate qui."
L'articolo è stato riportato anche da alcuni blog e naturalmente anche su facebook. La maggior parte dei commenti (con qualche lodevole eccezione) fa capire che molti lettori credono ciecamente a questa affermazione, senza verificare. Le reazioni esprimono rabbia, sgomento, ribellione e naturalmente più di uno ha il sospetto che ci sia lo zampino delle multinazionali che producono il latte artificiale, ovviamente con la complicità dei pediatri. Bisogna sapere che il complottismo è parte integrante dei movimenti contro le vaccinazioni. Le loro teorie possono reggere solo se si crede a un complotto universale.
Come è mia abitudine, ho controllato i fatti.
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